Prepariamoci a ripartire con la fase 2

Nei prossimi giorni sono attese nuove indicazioni da parte del Governo, circa il piano e le regole per affrontare la Fase 2: quella del post lock-down. In questo articolo, cerco di prevedere le linee guida per la ripartenza.

La situazione in italia

La fase 2 sembra essere vicina. Grazie alla diminuzione dei nuovi contagi, la curva che rappresenta l'andamento degli ammalati totali da Covid-19, sembra avvicinarsi ad un massimo, che però non è ancora stato raggiunto.

La mappa della situazione, aggiornata al 19/4/2020 ore 15.

In questo rischioso scenario, si riconoscono due forze contrastanti che competono, per regolare la ripresa delle attività e la vita in società:

  • quella che chiede di sbloccare al più presto il Paese per limitare, quanto possibile, i danni ad una economia già fortemente compromessa;
  • quella che vuole tutelare la salute delle persone e scongiurare il collasso del sistema sanitario.

Le scelte sono complicate da diversi fattori:

A prescindere da quelle che saranno le nuove regole, tutti dovremo rispettarle per non vanificare gli sforzi che abbiamo fatto fin qui. In quest'ottica, l'uscita dall'emergenza dipenderà in primo luogo dal senso civico e della solidarietà che le persone riusciranno ad esprimere.

Quindi, le future decisioni del Governo definiranno un modello che speriamo essere vincente, e che ci permetta di uscire da questa emergenza; queste decisioni dovranno assicurare la tutela della salute, e supportare la ripresa del sistema economico, per assorbire il colto che ha ricevuto. Probabilmente il piano che presto verrà varato, seguirà la via già tracciata con il decreto #CuraItalia.

Senza salute, la ripresa durerebbe un battito di ciglia, bisogna tenere insieme questi due aspetti. Dobbiamo ripartire ma garantendo la salute e la sicurezza del numero massimo di cittadini possibile. Serve esperienza e intelligenza.

Domenico Arcuri, commissario all'emergenza (da la Repubblica)

Simulazioni per prevedere la diffusione del contagio

I numeri ci possono aiutare a descrivere quello che è successo ma anche quello che potrà accadere a breve.

Un team internazionale di epidemiologi italiani, spagnoli e tedeschi, ha elaborato un modello matematico per simulare l'andamento della curva del contagio; questo lavoro ha anche prodotto l'applicazione Web Predictcovid che permette di ottenere previsioni sulla diffusione del Covid-19.

Per testare questo interessante strumento, ho eseguito la simulazione dell'andamento dei contagi nella provincia di Vicenza, dove vivo: così, ho inserito la serie con i casi effettivi di contagio nei primi 23 giorni, partendo dal 27/2/2020 per finire al 20/3/2020. Inoltre, ho indicato come data del Lockdown (Lockdown day) quella di Lunedì 16 marzo (per tener conto dei tempi, necessari all'applicazione del , ovvero da quando sono a casa in modalità "lavoro agile") e come efficienza (Lockdown efficiency) il valore "B" che corrisponde alla strategia di distanziamento sociale e chiusura della maggior parte delle strutture commerciali e delle attività produttive (in realtà, il lockdown è stato progressivamente rafforzato con ).

Dati inseriti nell'applicazione Predictcovid, per ottenere la simulazione su Vicenza (dati fino al 20/3/2020).

Facendo click su Generate graph, ho ottenuto la curva riportata di seguito.

Simulazione Predictcovid, con campionamento su 23 giorni

In questo modo, Predictcovid stima il picco dei nuovi contagi fra il 10 ed il 17 aprile, con un valore intorno ai 5200 contagiati totali.

In realtà, il numero di contagi che sono stati registrati dopo il 20/3/2020 sono ben diversi; ho ricostruito con Excel, l'andamento dei contagi a Vicenza basandomi sui dati resi disponibili su GitHub, dalla Protezione Civile.

Andamento dei contagi ed incrementi giornalieri per la provincia di Vicenza
Tabella dati contagi in provincia di Vicenza

In prima battuta, deduco che con le impostazioni ed i dati specificati in precedenza, l'applicazione Predictcovid stima oltre il doppio dei contagiati, che si sono poi riscontrati nel periodo 10-17 aprile.

Così, provo ad "aiutare" la simulazione aggiungendo i dati effettivi fino al 31 marzo; in questo modo, spero che la previsione a 20 giorni possa essere più allineata con i riscontri a consuntivo.

Dati inseriti nell'applicazione Predictcovid, per ottenere la simulazione su Vicenza (dati fino al 31/3/2020).
Simulazione Predictcovid, con campionamento su 34 giorni

Ora, la simulazione condotta con Predictcovid fornisce una previsione vicina a quanto avvenuto nella realtà fra il 1° aprile ed il 19 aprile. Infatti, osservo:

  • Contagiati totali al 19/4/2020 a Vicenza: 2339 persone
  • Picco effettivo nuovi contagiati: 2/4/2020 (107 nuovi casi)
  • Contagiati stimati con Predictcovid intorno al 19/4/2020: circa 2750 persone
  • Picco stimato nuovi contagiati: circa 13/4/2020
  • Scarto assoluto contagiati (percentuale) della previsione: 411 persone (+18%)

In conclusione credo che Predictcovid possa aiutare a stimare il totale dei contagiati nel brevissimo periodo (circa 2 settimane), ma non riesce a stimare con sufficiente accuratezza "quando" si avrà il massimo incremento (ovvero il picco).

Inoltre, Predictcovid non tiene conto di eventi che modificano l'applicazione del Lockdown (ovvero che lo rafforzano o lo allentano); per esempio, l'ordinanza di Zaia per il Veneto del 13 aprile, sancisce un'allentamento del Lockdown. Di riflesso, si osserva che il grafico dei nuovi contagi torna a salire progressivamente dal minimo di 9 (14 aprile) ad un valore di 96 (18 aprile); inoltre, la curva dei contagiati totali sembra arrestare il suo andamento discendente. Questo, a mio avviso, è un campanello d'allarme.

Suggerimenti dal Ministero della Salute

Il 18 aprile, il Ministero della Salute ha pubblicato Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-COV-2 in strutture residenziali sociosanitarie.

A parte le prescrizioni applicabili alle strutture interessate, ve ne sono alcune che, a mio parere, possono avere una validità generale:

  • impedire accesso a sintomatici;
  • area di isolamento per i nuovi accessi;
  • sospensione delle attività di gruppo e della condivisione di spazi comuni all’interno della struttura;
  • richiesta di uso di mascherina chirurgica e accurata igiene delle mani a fornitori, manutentori e/o altri operatori;
  • approvvigionamento DPI, soluzione idroalcolica, sapone e disposizione corretta degli strumenti per igiene mani;
  • approvvigionamento di termometri senza contatto;
  • formazione del personale per la corretta adozione delle precauzioni standard e procedure d’isolamento;
  • elaborazione di promemoria per promuovere i comportamenti corretti per il rispetto della distanza fisica e la trasmissione del virus;
  • monitoraggio dell’implementazione delle misure adottate.

Credo che i punti citati potrebbero essere facilmente implementati anche nelle strutture aziendali.

Previsioni per la fase 2

La data prevista per l'inizio della Fase 2 è quella del 4 Maggio; al momento si sa con certezza che prevarrà la cautela, ed in tal senso sembra che troveranno conferma queste idee:

  • la riapertura a scaglioni delle attività di aziende, negozi e liberi professionisti;
  • la riduzione dei divieti ma con il mantenimento di misure di distanziamento sociale;
  • formulazione di nuove regole in funzione dell'età delle persone, in modo da salvaguardare quelle più anziane;
  • mappatura della popolazione con test sierologici;
  • rafforzamento della rete sanitaria territoriale;
  • creazione di Covid-hospital dedicati;
  • la nuova app Immuni per il cellulare, in grado di registrare gli spostamenti, i contatti fra le persone e fornire assistenza a distanza, in modo da attuare tempestivamente misure necessarie in caso di bisogno.

E' quindi lecito aspettarsi che i sacrifici non finiranno presto, ed in qualche modo dovremo abituarci ad una nuova normalità.

Il ritorno in azienda

Stando a quanto si apprende dai vari canali di informazione, il rientro negli uffici sarà sempre governato da stringenti misure di sicurezza.

Queste, dovranno ridurre quanto possibile l’affluenza negli uffici. Ove possibile, sarà ancora privilegiato il lavoro agile, mentre potrebbe essere necessario creare turni alterni di lavoro, per evitare la compresenza delle persone. Comunque, si dovrà sempre rispettare il metro di distanza fra le persone.

Sicuramente, tutti i lavoratori dovranno avere sempre con sé guanti e mascherine, da indossare quando ci si avvicina a colleghi e collaboratori. Inoltre, sarà probabilmente raccomandato l'uso della già citata App Immuni.

Mi fa paura l’ipotesi di dover combattere contro il nemico senza armi. Non sono ottimista. Potrebbero verificarsi nuovi focolai e sarebbe un problema. Ho paura che le aziende non abbiano gli strumenti, per questo bisogna cominciare ora a prepararsi alla riapertura

Roberto Burioni, virologo (tratto da Quotidiano.NET)

Viaggi di lavoro

Uno studio internazionale ha evidenziato che il COVID19 è corso sui mezzi di trasporto e le misure restrittive adottate dall'Italia hanno permesso di evitare 200'000 ricoveri ospedalieri.

Durante la fase 2, non sarà semplice recarsi al lavoro per le persone che usano trasporti pubblici; ad esempio, sugli autobus si potrà stare soltanto seduti, ma non tutti i posti potranno essere occupati per mantenere la distanza tra le persone.

Inoltre, ci sarà uno scaglionamento agli ingressi delle stazioni per evitare qualsiasi tipo di assembramento, così come alle biglietterie.

Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), si trovano tutte le delibere prese nei vari settori, in risposta all'emergenza Covid-19.

Sul fronte degli spostamenti nel territorio italiano, vi sono molte incertezze; al momento sembra che prevalga l'idea di dare la possibilità, ad ogni singola regione, di accettare o negare l'ingresso nei propri confini.

Circa i viaggi all'estero, le cose non sembrano più agevoli; occorre innanzitutto verificare la disponibilità dei mezzi di trasporto, e le restrizioni imposte dai vari stati per gli ingressi nei propri territori.

Al momento, e fino al 3 maggio, occorre osservare le disposizioni stringenti imposte dal MIT a partire dal 28 marzo, per chi rientra in Italia dall'estero:

  1. obbligo della dichiarazione che attesta in modo chiaro e completo il motivo del viaggio, l’indirizzo di dimora in Italia, il mezzo privato o proprio che verrà utilizzato per raggiungerla, ed un recapito telefonico;
  2. divieto di imbarco su mezzi di trasporto come aerei e treni, se la temperatura di chi viaggia è uguale o maggiore di 37,5 gradi e nel caso in cui la documentazione (punto 1) non sia completa;
  3. obbligo di comunicazione, anche in assenza di sintomi da Covid-19, al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente nel territorio;
  4. isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco.

Altre linee guida

Nel definire un piano aziendale che guiderà la ripresa delle attività durante la delicata fase 2, suggerisco di consultare anche questi siti per eventuali ulteriori spunti e raccomandazioni:

Libri suggeriti

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